Con l’arrivo dell’estate e delle prime giornate di caldo intenso, a molti capita di provare una sensazione strana e un po’ fastidiosa: la fame d’aria, l’impressione che l’aria non basti mai, un leggero senso di oppressione al petto o il bisogno di fare respiri più profondi del solito. Spesso si pensa subito all’ansia, ma nella maggior parte dei casi la spiegazione è puramente fisica e biologica. L’afa estiva, semplicemente, cambia il modo in cui respiriamo.
1. Meno ossigeno nello stesso respiro: una questione di fisica
Il primo motivo è legato alla composizione dell’aria quando le temperature salgono e l’umidità è elevata. L’aria calda si espande, diventando meno densa di quella fredda. Se a questo aggiungiamo un alto tasso di umidità (cioè un’elevata percentuale di vapore acqueo nell’atmosfera), lo spazio a disposizione dei gas si riduce.
In parole semplici: a parità di volume, l’aria calda e umida contiene fisicamente meno molecole di ossigeno rispetto all’aria fresca e secca. Quando inspiriamo durante una giornata afosa, introduciamo una quantità di ossigeno leggermente inferiore a ogni atto respiratorio. Il cervello se ne accorge subito e ci invia lo stimolo di respirare di più o più a fondo per compensare.
2. Il sovraccarico del condizionatore interno
Il secondo motivo risiede nello sforzo enorme che il corpo compie per non surriscaldarsi. Per mantenere la temperatura interna intorno ai 36,5°C, l’organismo attiva la sudorazione e dilata i vasi sanguigni superficiali.
Questo processo richiede un dispendio energetico altissimo. Il cuore deve battere più velocemente per pompare il sangue verso la pelle e, di conseguenza, i muscoli respiratori lavorano di più. Questa accelerazione generale dà la percezione di un “fiato corto”, molto simile a quella che proviamo durante una leggera camminata in salita, anche se siamo semplicemente seduti su una sedia.
3. Guida pratica per respirare meglio nei giorni di afa
Per ridurre questa sensazione e aiutare il corpo a ossigenarsi correttamente, bastano piccoli accorgimenti quotidiani:
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La respirazione diaframmatica: Quando senti che l’aria manca, evita di fare respiri corti e veloci con la parte alta del petto (che aumentano l’affanno). Appoggia una mano sulla pancia e inspira gonfiando l’addome, poi espira lentamente. La respirazione bassa sfrutta appieno la capacità polmonare con il minimo sforzo.
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Deumidificare è meglio che raffreddare: Spesso, per stare meglio, si imposta il condizionatore a temperature polari. Questo crea sbalzi termici dannosi per le vie respiratorie. La mossa più intelligente è usare la funzione “deumidificatore”: togliendo l’umidità dall’aria, si ripristina la corretta densità dell’ossigeno e la percezione del caldo diminuisce drasticamente.
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Sfrutta le prime ore del mattino: Organizza le attività che richiedono più movimento o i piccoli lavori domestici prima delle 8:30. Al mattino presto l’aria è più densa, fresca e ricca di ossigeno, il che permette al corpo di fare il pieno di energia per il resto della giornata.
Fonti e approfondimenti:
Humanitas Gavazzeni- Respirare meglio in estate, cinque consigli
Humanitas Salute – Estate, i 5 consigli per respirare bene
